Vivere per diverso tempo la difficoltà di avere un bambino fa cambiare molto, sia individualmente che come coppia. Chiunque si sia trovato a fare i conti con questa esperienza anche solo per qualche mese sa certamente cosa questo voglia dire. Le coppie che affrontano i trattamenti per la procreazione assistita vivono, spesso per anni, in questa dimensione di attesa e di sospensione e devono fare i conti con importanti questioni esistenziali.

L’infertilità  è un’esperienza piena di tensione e fonte di stress. Sono tanti gli interrogativi a cui si va incontro non appena si riceve una diagnosi di infertilità: perché mi è capitato questo? riuscirò mai a diventare genitore? a  chi lo dico? quanto dico?come affronterò  tutto il mondo legato alle tecniche di riproduzione assistita? come farò a destreggiarmi tra trattamenti, cure, appuntamenti per visite e monitoraggi e la mia vita di tutti i giorni? e, soprattutto come farò a sopportare questa interminabile attesa?

L’infertilità si fa talmente presente nella propria vita da diventarne il fulcro fondamentale attorno al quale far girare la propria esistenza. E questo è qualcosa su cui non si è assolutamente preparati.

La condivisione  è un aspetto fondamentale di questa esperienza. Non c’è niente di peggio che sentirsi inadeguati e soli. Si può condividere  all’interno della propria coppia, ma spesso le donne hanno bisogno di un confronto alla pari, con altre donne che capiscono veramente quel “melting pot” di dolore-delusioni-speranze che vivono quotidinamente nell’attesa di una benedetta cicogna che si posi sul loro tetto. La condivisione “tra pari”  avviene  spesso in modo informale, nei corridoi e nelle sale d’attesa delle cliniche, ma anche in modo virtuale, nei diffusissimi forum dedicati all’argomento. Anzi, si potrebbe dire che le “donne-fivet” diventano anche delle vere esperte internaute dal momento che internet diventa per loro la fonte da cui attingere informazioni e dove trovare anche conforto leggendo le esperienze delle altre.

Oltre a questi legittimi e importanti spazi di confronto, quand’è che, invece, può essere utile andare da uno psicologo? Come si fa a capire se si ha bisogno di una consulenza psicologica? E cosa ci si può aspettare  da un’esperienza di consulenza?

Innanzitutto è importante capire il modo in cui state  affrontando come coppia il problema dell’infertilità: parlate tra di voi del vostro problema? come ne parlate? c’è tensione? c’è comprensione? su cosa vi scontrate o avete difficoltà a discutere? quali sono i vostri peggiori timori sull’infertilità? Quali sono le fonti di sostegno che avete?  L’infertilità è un problema della coppia, anche se dovesse riguardare “tecnicamente” solo uno dei partner. In quanto “problema della coppia” va affrontato insieme. E’ importante che il canale di comunicazione nella coppia sia aperto, che ci sia la possibilità per entrambi di parlarne, di condividere paure e ansie, di ritagliarsi uno spazio di rassicurazione e di speranza.

Se nella coppia  parlate  molto apertamente e onestamente e con un certo grado di speranza, allora si può dire che c’è un buon livello di empatia e di autoconsapevolezza e potete esplorare la possibilità di una consulenza scegliendo uno psicologo da consultare per gli  eventuali momenti critici a cui potrete andare incontro nel percorso della fecondazione assistita  (le inevitabili delusioni nel trattamento, le speranze disattese).

Se, invece, nella vostra coppia non c’è una comunicazione aperta, se il dialogo con il vostro partner è pieno di paure, timori, lacrime o apprensioni su questo tema, probabilmente almeno uno di voi sta vivendo con disagio o si sente inadeguato e confuso e allora è fondamentale e veramente importante trovare altri spazi “protetti” dove elaborare e condividere la fortissima esperienza emotiva che state vivendo.

Un possibile passo è incontrarsi con altre persone che stanno vivendo la stessa difficoltà, unendosi ad un gruppo di sostegno per chi è alle prese con problemi di infertilità, condotto da uno psicologo.

Oppure potete prendere un appuntamento con uno psicologo che si occupa di infertilità. Il primo appuntamento vi darà la possibilità di verificare se si tratta di qualcuno con cui vi trovate bene e con cui ritenete di riuscire a comunicare le difficoltà quando si presenteranno.

La consulenza psicologica può  aiutare a far fronte in modo più efficace alle inevitabili sollecitazioni di questa esperienza e può aiutare a trovare nuovi modi per gestire il presente e pensare al futuro. Può coinvolgere solo la donna (che spesso vive più direttamente e intensamente la frustrazione di non diventare mamma) o entrambi i partner.

Vai alle informazioni dettagliate sui gruppi di sostegno infertilità. 

Se volete una consulenza non esitate a contattarmi, valuteremo insieme il percorso più adeguato per voi.

Per iscrizioni e informazioni sui gruppi:

[form infertilità]

Se vuoi approfondire, leggi questi articoli sui problemi di infertilità:

 

Ok. Salute e benessere del 1/03/2011

“Il vuoto dentro di chi non può avere figli”

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